Il piccolo mondo di una casalinga

lunedì 9 maggio 2016

La mia prima volta con......... il computer!



BENVENUTI NEL PERSONALISSIMO BLOG DI ASSUNTA
TOGLIETE LE SCARPE E NON FATE RUMORE, SI LEGGE IN PIENO RELAX.


Fino a qualche mese fa, non avrei mai pensato di possedere un computer, e oggi oltre a possederne uno, sono arrivata ad avere un blog tutto mio, sono fiera di me, vuol dire che nella vita non è mai troppo tardi per quasi nulla.
Non ho tanta dimestichezza con il mondo dell'informatica, ma conto in futuro di migliorare, grazie anche all'aiuto di un paziente e buon vicino di casa Roberto, un bel giovanotto che con tanta gentilezza arriva ogni qual volta mi perdo nei mille dedali del PC.
Grazie Roberto è proprio il caso di dire : anche la regina ha bisogno della vicina, e con i tempi che corrono dove a nessuno interessa di nessuno, non è poco.
La mia confidenza con il magico computer è quasi elementare e questo blog, che ho imparato a gestire con amore è una creatura di cui vado orgogliosa, non è niente di particolare, però sono racchiusi piccoli frammenti della mia vita nonchè dei miei ricordi più cari. Chiunque farà quattro passi attraverso i miei scritti, sappia che sono semplici post creati con il cuore e senza pretese. Ed ora se volete, prendetelo come .......un relax.
PS: i pensieri, i ricordi, fanno parte della mia vita.
le varie immagini (senza le foto personali) le ho prese nei vari siti che forniscono tale materiale. Invece alcune immagini le ho estrapolate da vari blog, che ne danno gentilmente il permesso.

domenica 17 aprile 2016

PICCOLI GRANDI BUFFONI

Il nostro avere da dire su tutto, scontenti ad oltranza, le nostre chiacchiere al veleno, su questo o quel politico, sugli stranieri, che ormai hanno invaso il nostro territorio in lungo ed in largo, nell'era 2000 non si riesce più ad arrivare a fine mese, si perde il lavoro, la casa, insomma, è un delirio senza fine, ci siamo ritrovati all'improvviso senza più certezze, i nostri giovani allo sbando, e noi che facciamo? Al primo referendum, DISERTIAMO I SEGGI! Ma come siamo bravi, predicare bene e razzolare male, quindi faremmo bene a  ritirare le......corna come le lumache, e tenerci il presidente della repubblica, che come un bel addormentato nel bosco, dorme sonni tranquilli, seduto su una poltrona che lo farà stare sempre più comodo per la vita, un presidente del consiglio, piccolo boy scout, al quale hanno consegnato un paese, come un giocattolo col quale si trastulla, politici corrotti, che stanno abbracciati al loro prezioso vitalizio e non mollano, lasciando perdere i peggiori, truffatori della peggior specie. Dopo questo mio blaterare con i tasti, che cosa vogliamo? Botte piena e moglie ubriaca? Non è possibile! Quindi? Avanti tutta con le chiacchiere..............ce li meritiamo TUTTI!!!!!!!!




domenica 7 febbraio 2016

ADDIO ALLA VITA

Sono tempi difficili, duri, bui, non si sa cosa succederà domani, presi da tutto questo bailamme, non apprezziamo più la vita, questa vita che è una ed irripetibile, io personalmente sempre più spesso, mi trincero dietro il paravento della malinconia, mi lascio trasportare dalla tristezza, poi basta una telefonata fatta da un parente e ti riporta a constatare che no! Non ne vale la pena piangersi addosso, perché non si arriva a fine mese, perchè le tasse sono sempre più onerose, perchè la vita è diventata difficile, gli scontenti sono tanti, ma ogni tanto un .....vada all'inferno tutto? Oggi pomeriggio, il silenzio noioso di una domenica in casa, è stato rotto dal trillo del telefono, era mio figlio:mamma, (mi disse) ho una brutta notizia, è morta Anna! Sono rimasta senza parole, Era una mia buona ex vicina di casa, veniva da Roma, allegra, scherzosa e parecchio ironica, con quella sua dialettica tipica romanesca, a volte calcava la mano, perchè furbescamente sapeva che  mi piaceva, e ridevamo assieme. Poi si sa le traversie della vita ci cambiano, il suo primo dolore, la perdita improvvisa del marito, morì intanto che parlava con lei al telefono, quindi si potrebbe dire quasi in diretta, da qui l'instabilità del quotidiano, la vita senza un valido sostegno diventò molto dura, lui morto giovane e senza pensione. Eroica Anna! Si rimboccò le maniche, cercando apparentemente una normalità, ma nulla resta al suo posto, si trascina il quotidiano sempre più a stento, fino a che ci si lascia andare lentamente nell'oblio. Mia madre diceva sempre: ogni essere umano, nasce con la sua lampada ad olio, quando poi quell'olio si consumerà, si chiuderà l'esistenza, nessuno sa quanto olio. Quante risate, quante chiacchierate, tutto passa, restano i ricordi con l'amarezza che nulla sarà più! Ciao mia cara energica donna, lassù avrai tanto tempo per ascoltare con il tuo ragazzo che ti ha preceduta, Renato Zero, che amavi tanto,sei e sarai sempre una "sorcina"!!!!!!!!!!!!  

lunedì 24 agosto 2015

RICORDI DI UN CICCIO BELLO

Spolverare quasi giornalmente è d'obbligo e noioso ma bisogna farlo. Spostando i vari giocattoli di un tempo dei miei bambini, ho preso fra le mani un sonnecchioso e storico ciccio bello, apparteneva a mia figlia Katia, quel bambolotto con il vestitino azzurro, ha una sua piccola storia. Tornando con la memoria, indietro nel tempo a quasi trentacinque anni fa, ricordo che sfaccendavo in cucina, quando dalla porta entrò mia figlia piangente, le chiesi cosa fosse successo, e lei fra le lacrime mi disse: mammina ero seduta sulle scale con Fiorella e Giovanna, volevo provare a tenere il ciccio bello, ma mi hanno detto che solo le amiche lo potevano fare e quindi solo loro due non io che non ritenevano un'amica. Da madre, inutile dire quanto ci rimasi male, erano cattiverie di bambini, ma che ugualmente non riuscivo a sopportare. Mi diedi una riordinata, chiesi a mio marito di badare ai tre piccoli e con il motorino girai mezza Lecco, non riuscii a trovare il bambolotto, era sabato, tardi, e quasi chiusura dei negozi. Di corsa andai in un paesino vicino, "Pescarenico" passai in rassegna tutti i suoi negozi e negozietti, fino a quando vidi un bugigattolo che stava per chiudere, entrai di corsa e chiesi al negoziante se avesse un ciccio bello, rispose: signora è fortunata, stavo per chiudere ed ho l'ultimo bambolotto.Ricordo ancora il costo, 20 mila lire. Soddisfatta lo acquistai e di corsa tornai a casa, aperto la scatola, vidi il visetto della mia bambina, aveva gli occhi sbarrati dalla sorpresa, lo strinse felice, ed io con una punta di maligna soddisfazione, la feci sedere ancora sui gradini fuori di casa. In verità erano tempi in cui le entrate erano abbastanza, ma ugualmente dediti al risparmio ed alla parsimonia, ma gli occhietti felici della mia bambina, mi ripagarono di quel piccolo sacrificio e poi: quanta soddisfazione........nei confronti delle due.......scimmiette!!!!!

sabato 4 luglio 2015

ERA IL PRIMO AMORE.......................

Si dice che il primo amore non si scorda mai, forse è vero, ma resta comunque il ricordo, un pezzettino di esperienza da aggiungere, agli altri pezzi del puzzle della vita. Conobbi Angelo per caso, come accade solitamente, fu simpatia reciproca a prima vista, giovanissimi, io solo diciassette anni, niente esperienza e nessuna notizia su cosa fosse la parola amore, gioventù per quanto moderna, ma si può dire di altri tempi. Angelo era quello che in un piccolo paese, non passava inosservato, ricco, alto, bello, biondo, con due occhi verdi in cui ci si perdeva, da parte mia però non ero da meno, (modestia a parte), ero graziosissima, anche io con una massa di capelli biondo cenere, di una lunghezza imbarazzante, occhi verdi, e sempre sorridente, ero nuova del paese, e quindi non suscitai tanta simpatia nelle ragazze così dette da marito, mi guardavano con una palese antipatia, appena arrivata, avevo tolto la speranza a tante mie coetanee, ma l'amore non si sceglie, o c'è o non c'è, e pensavo lui fosse il mio principe azzurro, eravamo una bella coppia, spesso ci prendevano per fratelli, stessi occhi e stesso colore di capelli, eravamo innamorati, (almeno ne ero certa), ma come succede, il mio carattere aperto, solare, comunicativo, presto cominciò ad andargli stretto, mostrando una gelosia da incubo, le sue scenate divennero giornaliere, non potevo nemmeno respirare, avere delle amicizie, uscire se non con lui, un disastro! Le gioie erano tante, ma le lacrime molte di più, e dopo un lasciarsi e prendersi, per una serie di peripezie, dopo un suo immeritato ceffone, decisi di lasciarlo, piansi parecchio, lo sognavo, ma il supporto amorevole di mia madre, mi aiutò a venirne fuori. dopo parecchio tempo, svoltai la mia vita, sposandomi, e davanti al comune dove stavo per sposarmi civilmente, vi trovai lui, nervoso ed alterato, mi disse che non potevo fare quel passo importante e che era solo un dispetto nei suoi confronti, lo assicurai di no! Non ci si sposa per la vita solo per un dispetto, quando si rese conto che non scherzavo, diventò cattivo e mi maledisse, le sue parole le ricordo ancora adesso: mi stai facendo del male, ma ti auguro in questo matrimonio di non essere felice, devi soffrire come sto soffrendo io. Quelle parole sono certa che non furono dette con il cuore, ma ugualmente il mio matrimonio, fu un susseguirsi di malattie e di disgrazie (di mio marito). Lo rividi dopo quindici anni, mi abbracciò, era palesemente commosso, ma più sereno, mi sussurrò: ti ho sempre amata, tu sei moglie e madre, io nel tuo ricordo, non sono riuscito a farmi una famiglia. Ci siamo visti sporadicamente, al funerale dei suoi fratelli, al suo ricovero ospedaliero, lo vedevo come un vecchio amico. Poco tempo fa, mi chiamò al cellulare, ciao (mi disse) tutto bene? Io e mia sorella vorremmo tanto vederti, vieni a farci visita? Certo risposi, appena si calma questo caldo infernale, verrò volentieri, ti voglio bene, mi sussurrò prima di chiudere. Ricevetti in seguito la telefonata di sua nipote, Ciao Assunta, ti devo dare una brutta notizia, Angelo ci ha lasciati improvvisamente, restai senza parole, non era possibile, gli avevo parlato al telefono pochi giorni prima, mi sembrò strano al suo funerale, osservavo quella bara dal legno chiaro, e non riuscivo a pensare che dentro ci fosse un pezzetto della mia vita, il mio passaggio da ragazza spensierata a donna con una famiglia. Angelo è stato indubbiamente il mio primo amore, lo ricorderò sempre, ma non come colui che non c'è più, ma come era una volta, bello, alto, biondo, con due occhi verdi nei quali in un'altra vita mi specchiavo. 

sabato 18 aprile 2015

Mi voglio raccontare.....a puntate 1.




Vorrei tanto che il mio blog diventasse il mio diario, anzi ne farò proprio il mio diario personale. Se qualcuno mi leggerà, ne sarò felice, se nessuno lo farà poco importa, lo scriverò ugualmente, soltanto per il mio piacere personale. Ci metterò le mie speranze, i miei pensieri e perchè no! Anche i miei ricordi, nonchè i miei sogni. A proposito di sogni, ne vogliamo parlare? Ne avevo tanti, purtroppo, si sono infranti come le onde del mare s'infrangono sugli scogli, man mano che passano gli anni ne ho sempre di meno, finchè sono certa, non sognerò più, d'altronde a 60 anni cosa vuoi sognare? Di tornare indietro! Ma non si può, di fermare il tempo che corre inesorabile, anche questo è impossibile, quindi niente. Le speranze? Ne vogliamo parlare anche di queste? Che devo sperare, soltanto di alzarmi la mattina senza dolori, sì perchè con l'avanzamento degli anni, si ereditano anche quelli. Ho passato la vita dedicandomi alla mia casa e alla mia famiglia con tutto l'amore di cui sono stata capace, ho fatto tante cose belle ma anche tanti errori, ma d'altronde chi è perfetto? Ho sempre avuto la mania di spostare i mobili da una parte all'altra della casa, sempre con le mie sole forze, ero un muletto, ora all'improvviso non riesco più, mi rendo conto che mi avvio verso l' autunno della vita, e mi girano tanto le scatole!

martedì 30 dicembre 2014

UN ALTRO ANNO CHE VOLA VIA

Tornando indietro nei ricordi della mia memoria, rivedo la mia cara mamma in cucina, intenta a preparare la cena per l'ultimo dell'anno. con il  sorriso, era solita canticchiare una canzone, dopo qualche ricerca l'ho trovata, la offro a voi cari amici, per augurare a tutti un buon anno, non cambierà nulla, ma speriamo sempre di si!!!!!! AUGURI!!!!



domenica 4 maggio 2014

CALUSCO IN FESTA ALPINI IN PIAZZA

Stamani il rullo dei tamburi mi ha fatto affacciare al balcone, stava passando la sfilata degli alpini di Calusco d'Adda (il mio paese) Come erano belli, chi in tuta mimetica, chi in divisa, altri borghesi, ma tutti sistematicamente con il cappello con la mitica penna nera tipica dell'arma. La banda accennava musiche di vecchie canzoni di montagna mentre la gente ai lati della strada applaudiva. Questa sfilata, apre solitamente le feste di piazza, si mangia (chi vuole) e poi si balla tutte le sere, questa maniera di passare le serate, sa di estate, di divertimenti all'aperto, di amicizie e risate. Quei quattro salti a suon di liscio, fanno piacere, si sculetta a ritmo di baciate, rumbe, mambi e cha cha cha! Fa un piacere immenso passare qualche ora con gli amici più cari, in pista si osserva di tutto, abbigliamenti eccentrici, ridicoli, anziani che cercano nel ballo una botta di vita, e poi ci sono loro, i ballerini di turno che si credono Fred Asteire e Ginger Rogers, se la tirano, stinchi come pali, ma comunque sia, c'è aria di festa, di allegria, di voler vivere lontano dai pensieri e dai problemi di tutti i giorni e se quattro salti in piazza fanno il miracolo di donare qualche ora di serenità, ben vengano, l'importante è la parola d'ordine: divertirsi comunque e nonostante tutto!

SCAMBIO DI......PARERI "OSE" FRA DIECI/UNDICENNI!

Mentre cucinavo per il pranzo, prestavo l'orecchio al chiacchiericcio fitto fitto dei miei nipotini che erano in salotto in tre. Uno diceva: sei uno stupido, non va bene. Poco dopo venne da me Simone, (uno dei gemelli) dicendo: senti nonna, visto che con te abbiamo confidenza e si può parlare, ti devo dire una cosa: dimmi tesoro, (rispondo). Allora, io e Andrea, abbiamo la terza pallina fuori dalla pelle, mentre Samuele ce l'ha dentro, diglielo tu che non va bene. Avevo capito, ma quel (la terza pallina) mi sapeva tanto di bergamasco, non so se sapete che l'emblema della città di Bergamo è appunto "tre palle" non sono riuscita a trattenere le risate, e loro mi guardavano, ridendo a loro volta. Mi sembrò logico, chiarire con quei tre nipotini che tanta fiducia avevano in me, (vi devo confessare che la fiducia dei miei bambini, mi rendeva orgogliosa di me stessa). Dunque dissi: Cosa intendi per "la terza palla"? Simone si abbassò i bermuda e mostrandomi i....piani bassi, mi indico "la terza pallina", incoraggiato da questo gesto, anche Samuele, (il piccolo della cucciolata) titubante si abbassò i pantaloncini, mostrandomi i suoi....gioielli. Credetemi amici, riuscire a non ridere, davanti a tre bambini saputoni, ma per certi versi, innocenti e ingenui, è stata dura.  Cercai di spiegare: quella che chiamate la terza pallina, in effetti, si chiama cappella, i maschi non siete tutti uguali, lo sappiamo nonna, però Samuele non riesce a tirare indietro la pelle, gli fa male, è vero nonna, mi fa male, a questo punto pensai che, scherzando, era venuto fuori un piccolo problema serio. Simone andò avanti, vedi nonna, è uno stupido, non ne parla, si che ne parlo, rispose Samuele, non è vero! Perché anche al mare, non riuscivi a tirare indietro la pelle, non sai che così, la pallottola non prende aria e s'infiamma? Cappella! Incalzai io.
Vedete! Queste confidenze, anche se sembrano stupidaggini innocenti, per me non lo sono, perchè assecondando i loro discorsi e discutendo con loro dei piccoli problemi di tutti i giorni, si fidano e sono certa che se il "DIALOGO" continua, un domani, mi faranno delle confidenze importanti, che magari li aiuteranno a fare delle scelte. CHISSA'!!!!!
PS. Vi siete scandalizzati? Intelligentemente sono certa di no! Tanto, parecchi di voi la....terza pallina ce l'hanno in dotazione!!!!!!!! HAhahahahaha!
PS: Poi giustamente e seriamente, ne ho parlato con mia nuora, che prenderà i giusti provvedimenti!!!!!

sabato 3 maggio 2014

FERRAGOSTO CON LA NEVE!!!!!!!!!

Ieri quindici agosto 2014,(il mio 66° compleanno), temporali, fulmini e saette, neve e grandine a bassa quota, ma che sta succedendo? In tutta la mia vita, mai ho visto un'estate così anomala, non è che mi dispiaccia, odio sudare ed il caldo proprio non è fra le mie amicizie preferite, però per la serie non si è mai contenti di niente, non è che sia gradita nemmeno la pioggia, fa diventare tutto ombroso, triste, noioso, sospesi i balli e le feste di piazza, le passeggiate, il dolce far niente davanti ad un gelato in compagnia di amici. Il mio compleanno-onomastico, è passato in maniera tranquilla, niente pranzo sotto il gazebo, il freddo e la pioggia, ci hanno tolto questo piacere, abbiamo optato per la taverna, bella, confortevole e spaziosa, ha voluto cucinare il mio consuocero (padre di mia nuora) accidenti a lui (bonariamente) si crede un grande scef, non è stato un grande risultato, ma con due risate e qualche presa in giro, è andata bene lo stesso. Solitamente è persona silenziosa, ma quando in compagnia, tracanna qualche bicchiere di vino in più, ecco che parte in uno sciringuagnolo pazzesco, dice di tutto, i soldi che non bastano mai, la moglie che aspetta la sua pensione e poi farlo morire, è uno spasso, lui sa tutto e fa tutto, in poche parole è il sostituto del padre eterno. E' una bravissima persona e sa in verità fare di tutto, ma per quel tutto, bisogna (sopportare) le sue castronerie e le sue convinzioni a volte fuori dal mondo.

martedì 28 gennaio 2014

ALLA RICERCA..........DI COSA?

Chissà perché, l'uomo cerca sempre alle spalle, ciò che ha chiaramente davanti agli occhi!!
Sono da anni la confidente e l'amica di una mia quasi coetanea, che per ovvie ragioni, chiamerò  "A". Per le sue traversie amorose, e per quello che mi esterna con le sue frustrazioni e delusioni, questa sera riflettevo su come, nonostante l'uomo e la donna siano un'incastro perfetto, c'è sempre una differenza madornale fra entrambi i sessi. Lei (la mia amica) in questo periodo sente la freddezza del suo amico...intimo e soffre, lui dice di no, che va tutto bene, tutto tranquillo, ma certe cose noi donne le avvertiamo a "naso" è come se avessimo un sesto senso.
Siamo romantiche, affettuose, doniamo il cuore e l'anima in un unico blocco, pensando di fare cosa gradita al nostro lui di turno, ma poi ci accorgiamo che passato il primo momento di...come chiamarlo, attrazione? Si spengono gli entusiasmi, facendo calare una sorta di sipario su quella che sembrava sul nascere una bella storia d'amore.
Certo da anni ormai le cose sono cambiate, noi "femminucce" abbiamo conquistato (anche se non completamente) il nostro posto al sole,  l'emancipazione femminile, per certi versi ha spiazzato i maschietti, che stanno perdendo la loro identità di uomini virili e tutti di un pezzo, facendo trasparire il loro carattere fragile e confuso, davanti alla forza di carattere del gentil sesso. Tutto questo però non toglie il fatto che ancora oggi l'uomo quando vuole conquistare, sfodera tutte le armi che ha a disposizione, "non badando a spese", la corte è serrata, incalzante e senza tregua, finchè l'ignara donna ci casca, e fa scivolare, la famigerata....... foglia di fico, sembra amore a prima vista, ma come dicevo, passato il primo momento magico, ecco che il maschietto, comincia a svicolare, riprendendo la "Caccia" come sempre. Ma perchè? mai contento, sempre alla ricerca di chissà quale segreto della felicità, non ho mai capito, perchè un uomo non si accontenta mai, ha sempre bisogno di dimostrare la sua virilità, il suo fascino, ma a chi! Una donna non vuole nulla se non essere amata, (parlo naturalmente di una normale) perchè poi ci sono le oche, quelle irrequiete che anch'esse sono sempre in cerca del piffero magico (naturalmente con pifferaio annesso) che sistematicamente non esiste. La semplicità evidentemente non è di questo mondo, amare, essere amati, una vita almeno nell'intimità, calda ed accogliente, due braccia che ci circondano sicure e forti in un abbraccio senza fine, che ripaghi dei problemi e le brutture di tutti i giorni, ma non è così, sembriamo cercatori d'oro, e allora andiamo avanti a cercare, mentre perdiamo tempo e non ci godiamo il presente, Carpe diem, ma l'attimo non lo vogliamo cogliere

COMPUTER.........GIOIA E DELIZIA

Quanti anni sono passati e quanta acqua è passata sotto i ponti. Erano i magici anni sessanta, gioventù, spensieratezza e gioia di vivere, ricordo che con i miei amici, (la famosa compagnia) giravamo tutte le balere della zona di Lecco e dintorni, Un mondo quasi di fanciullezza, una trasparente felicità, nelle semplici cose di tutti i giorni. Poi si sa la ruota gira e quello che è stato non è più. Il mio nuovo ruolo, di giovanissima moglie, madre, casalinga, mi portò a vivere tutt'altra vita, lontana dai divertimenti, lontana dalle balere che nel frattempo avevano cambiato nome da balere a discoteche. La serietà del mio ruolo in casa, mi portò lontano da tutto, erano cambiate tante cose, ero diventata una graziosa signora che passava le serate fra figli, ago, filo, uncinetto e ferri. Non sentivo la mancanza di nulla, ero appagata da quello che avevo, dimenticate le balere, dimenticati i balli e gli amici. L'avvento però del (computer) ancora una volta diede una direzione al mio vivere (quasi normale). Per una scommessa con i miei figli, (dicevano che mai sarei riuscita ad usare il pc) punta nell'orgoglio, riuscii a farmelo regalare e dopo i primi tentennamenti da principiante, mi si aprì un mondo che non conoscevo. Dopo le prime perplessità e le prime titubanze, presi visione di cosa fosse un'invenzione di quella portata. il pc per certi versi è una meravigliosa "macchina" da usare come una medicina, a piccole dosi, perché si rischia l'intossicazione, ed io le prime volte ne rimasi intossicata. Misi da parte i miei lavoretti di sempre, cominciai a conoscere gente, le prime volte lessi di tutto, il computer mi affascinava, portava il mondo in casa, però in questo mondo, erano contemplati personaggi maleducati, uomini volgari, innamorati pazzi (di chi poi), rimanevo le prime volte perplessa, ma poi piano piano presi visione di come usare, come scegliere e come comportarmi con i pseudo amici, (perché poi li chiamano amici) nemmeno il surrogato dell'amicizia. Devo però ammettere che è incredibile se penso a quanto internet ha cambiato per certi versi la mia vita, le mie abitudini quotidiane, arricchendo di cultura il mio sapere, facendomi conoscere amici (pochissimi ma veri), la pensionata di Palermo, carina e gentile, il professore di Napoli, un signore d'altri tempi, la ginecologa romagnola, simpatica e presente sempre, e poi lui, un amico speciale, oserei dire specialissimo, ha un carattere un po' come dire: testone (io lo definisco confidenzialmente in un'altra maniera) orgoglioso e con idee particolari, tutte sue personali, ma indubbiamente un piccolo...... grande uomo, disponibile, affettuoso, amante del ballo liscio e nonostante le traversie della vita, è solare, ironico e allegro, quindi? Computer nonostante tutto: amore mio!!!!!!!

venerdì 13 settembre 2013

MENDICANTE/SIGNORE

Stamani prima di ogni altra incombenza, mi sono recata al cimitero per portare dei fiori sulla tomba della mia adorata mamma. All'entrata davanti al cancello, stava seduto un signore alto e robusto con due occhi azzurri come il cielo. Aveva le cannule nel naso collegate ad una bombola per l'ossigeno posizionata davanti ai suoi piedi e vicino un bicchierino contenente delle monetine. Faceva fatica a respirare, ma ugualmente aveva delle parole di benedizione e ringraziamento per i passanti che presi da commozione, lasciavano qualche spicciolo. Non avevo con me la borsa, l'avevo lasciata in auto e all'uscita dal cimitero andai a prenderla per lasciare anch'io delle monetine. gli dissi di coprirsi che in quel punto c'era parecchia corrente d'aria, lui mi guardò, mi prese le mani e me le baciò, quel gesto mi commosse, d'impulso lo abbracciai piangendo ed anche lui scoppiò in un pianto dirotto, gli baciai la fronte scappando via singhiozzando. Ora mi chiedo perchè! Perchè un omone grande e grosso debba perdere la sua dignità al punto di stendere la mano per sopravvivere. Ora sono quì davanti al mio portatile, ma non riesco a togliermi dalla mente quall'omone grande e grosso, con il viso viola per problemi respiratori e gli occhi azzurri come il cielo.
Che sia maledetta, quella classe politica, indifferente ed insensibile ai molteplici problemi dei cittadini!!!!!!!

sabato 20 aprile 2013

Perchè piangersi addosso?


Quante volte nella vita succedono cose che intristiscono, amareggiano e segnano in maniera quasi deleteria, come si fa a superare questi momenti neri, in cui viene spontaneo piangersi addosso!
Ci sono avvenimenti brutti e spiacevoli, che quando arrivano, ci fanno apprezzare ancora di più le cose belle della vita che chissà perchè sembrano sempre poche rispetto a quelle che fanno tenere il morale sotto le suole delle scarpe. Ma ne vale la pena? Per un po' va bene, giusto per rendersi conto, o forse sono io che ingigantisco le cose più di quanto non siano. Però alcune volte capitano degli imprevisti, che mi fanno sentire freddo dentro. Ma poi penso che farò un bel respiro e andrò ancora avanti al meglio delle mie capacità. Cercherò di pensare positivo come è mia abitudine fare e andrò avanti cercando un raggio di sole, che mi scaldi il viso e l'anima. Il mio carattere positivo mi aiuta tanto, però ogni volta quando cerco di alzare la testa, sembra che la sorte mi mette un piede in testa e mi spinge ancora sotto terra, e sì che non sono una persona negativa, però sono facile alle piccole depressioni, che per fortuna durano poco. Su, su Assunta, con l'ennesimo dispiacere ancora una volta: come disse Gesù a Lazzaro? Alzati e cammina! Ed io piedi in spalla, camminerò ancora.

sabato 30 marzo 2013

UN PENSIERO PER TE MAMMA!!!!!

Passa il tempo, ma i ricordi non muoiono mai, coloro che ci hanno amati, sono nel cuore, la vita continua ed è normale, ma ciò che fu, cambia il suo corso. 

 Mammina cara, non oso alzare gli occhi, perchè sono certa di piangere, quando avevo una delle tante discussioni con te, non pensavo che il tempo non allevia ma accentua ancora di più il ricordo, il ricordo di te mamma cara, come vorrei vederti ancora una volta, abbracciarti e tenerti stretta a me, come mi chiedevi spesso di fare, Come dimenticare i tuoi occhi belli, i tuoi meravigliosi capelli ricci, il tuo fisico asciutto e snello ma sopratutto il tuo enorme cuore, generosa con tutti, mamma presente sempre fino alla morte. Il tuo caratteraccio era proverbiale in famiglia, ma bastava poco per tornare la Lorenza di sempre. Pazienza poca, ma quando si trattava di consigliare o consolare, eri grande.
Questa è la seconda Pasqua che passo senza di te, questo fa si che per me non è più la festa di prima, ricordo, quando soddisfatta arrivavi con il tuo cestino di vimini colmo di uova sode bagnate sestamaticamente nel caffè per farle diventare marroni e poi ne mettevi a tavola uno per ogni commensale. Non ci sei più, ma come dicono, finchè ti terrò nel cuore non morirai mai.
Sono certa che ora sarai contenta di passare del tempo con la cara Maria Vittoria, anche lei la mia sorellina mi manca.
Buona Pasqua mammina cara, ovunque tu sia, Grazie! Grazie per tutto ciò che hai fatto per me, grazie per quanto mi hai amata e sopratutto grazie, per essere stata mia madre!

domenica 24 febbraio 2013

   Una bella beguin tutta da 
    ballare

martedì 12 febbraio 2013

COSI' SE BAILA LA MILONGA

Il tango non sempre si balla fra uomo e donna, in Argentina è molto in voga anche fra uomini, ricordando gli anni passati quando non si poteva ballarlo in coppia, perchè alla donna era proibito. Questa è una milonga da brivido!!!!!! ballata da due fratelli!

mercoledì 1 febbraio 2012

Andrea Bocelli - E vui durmiti ancora Da INCANTO

una serenata dolcissima ed antica, ma sempre bella, l'innamorato vuole svegliare la sua innamorata che nonostante sia giorno e la giornata bellissima, dorme ancora. Un canto antichissimo nel dialetto della mia Sicilia.

mercoledì 31 agosto 2011

Ne basta uno vero



Continuo nella convinzione, che un'amico è quanto di più bello possa capitare nella vita di ognuno. Sa ascoltare e ti accetta così come sei, trova sempre il tempo per stare con te, ed anche se ho sempre asserito che la vita è bella a prescindere, con un amico è bella ancora di più, è sincero, non  tradisce mai, ed averne uno è come ricevere un grande e prezioso regalo.
Ironicamente potrei dire: cosa voglio di più dalla vita? Il coro risponderebbe: un lucano!
No! Non voglio un lucano, mi basta il mio carissimo e grande amico!

sabato 13 agosto 2011

BUON COMPLEANNO ASSUNTA



Ultima serata di festa paesana, sotto casa si stanno divertendo, sgambettando a suon di liscio. Essendo sabato c'è il pienone, la gente vuole divertirsi, lasciando a casa i vari problemi giornalieri. Io i miei me li porto dietro, alla vigilia del mio onomastico-compleanno, come una stupida mi vado ad ammalare, faringite, febbre alta e mal di gola incorporato. Che tristezza! Non c'è come stare male, per far scendere il morale infondo ai piedi, constatare che in pista ballano beati a suon di tanghi e valzer, mentre io in casa ballo dai brividi per la febbre, bhè! Un po' girano, sono quasi invidiosa. Fra due giorni come dicevo sarà ancora una volta il mio onomastico-compleanno sono nata a ferragosto, ho provato a fermare il treno del tempo, ho cercato di scendere in corsa, ho persino cercato di festeggiarlo ogni due anni, niente da fare! Gli anni passano imperterriti ed incuranti. Come vorrei tornar bambina e ricominciare daccapo, qualcuno dirà: bella forza ha scoperto l'acqua calda, è scontata ma io ci provo sempre. Che rabbia quando dicono, gli anni che passano sono i più belli, gli anni d'argento sono sfavillanti, pieni di esperienza, saggezza e conoscenza della vita, questo è soltanto filosofia della mutua, mi piacerebbe tanto conoscere chi ha inventato queste storie del cavolo. La campana che ha appena segnato 62, non ho fatto in tempo a farci l'abitudine, che ecco ne scandisce 63, quasi quasi a quella campana toglierei il batacchio. Praticamente ci sono tre componenti scollegati: il cervello che vuole divertirsi perchè giovane, il cuore che non vuol saperne di andare in pensione, mentre dulcis in fundo, è il corpo che cerca di essere il più coerente possibile con l'età, perde un po' di tono quà e la, l'acciacco che puntualmente arriva, l'artrosi, i reumatismi, diciamo per "parare"sono mali di stagione, un piffero mali di stagione! Sono segni dell'autunno della vita che avanza.
Coraggio Assunta! Goditi anche questa festa e non ne parliamo più fino al prossimo anno!

giovedì 17 febbraio 2011

Un fantasma in carne ed ossa.


Episodi lontani della mia fanciullezza, ogni tanto ritornano ad invadere il campo dei miei ricordi. Quanti anni sono passati! Si può benissimo dire una vita intera. Rammento ad esempio in collegio, i lunghi corridoi adiacenti alle camerate, si chiamavano "corridorelli" erano appunto una sequela di bidè uno accanto all'altro che servivano per il pediluvio serale, mentre di fronte sotto dei lunghissimi specchi, si trovavano lavandini chilometrici con file di decine di rubinetti. I lunghi lavabi erano due, uno per ogni camerata, e poi tre bagni con relativa porta dove dentro erano posizionati i water e dei bidè per lavarsi in completa privacy. I due lunghissimi lavabi erano divisi da una porta che immetteva direttamente in uno dei corridoi che poi andavano alle varie aule scolastiche e di fronte erano le stanzette dove dormivano le suore. Una notte, io che aprivo la lunga fila di lettini, quindi ero accanto alla porta che dava appunto nel corridorello, dovendo andare in bagno, mi alzai e con tantissima paura, rasentando il muro entrai in una delle porte che davano nel bagno vero e proprio, non accesi la luce, perchè erroneamente avevo la sensazione di sentirmi più sicura al buio. Abbassai le mie mutandine e mi sedetti su quello che pensavo fosse il water, le gambe mi si paralizzarono, il cuore comincio ad andare per conto suo, la voce si congelò in gola senza emettere nessun suono, praticamente mi ero saduta in qualche cosa di morbido e molliccio che mi fece rabbrividire, all'improvviso urlai come una pazza e la cosa molliccia urlò con me, correndo rifeci la strada andandomi a cacciare sotto le coperte del mio letto e coprendomi anche la testa dimenticai persino che mi scappava la pipì, mentre un'ombra sgattaiolava fuori dalla porta che immette nei corridoi dove dormivano le suore. Si accesero le luci e la suora della camerata (madre Crocifissa) usci dalla sua tenda per vedere cosa stesse succedendo, Assunta! Cosa succede? Madre le dissi terrorizzata, mi sono seduta al buio su qualche cosa di enorme e molliccio, accese le luci e in bagno non c'era anima viva.
Vattene a letto e non dire sciocchezze! Mi apostrofò in malo modo. Non riuscii più a dormire, mentalmente mi passai in rassegna tutti i sederi delle suore che dormivano sulla stesso piano ed ero più che certa, che era Madre Anna Maria, perchè era l'unica che aveva un di dietro da fare invidia alle mammone africane, un mappamondo enorme che sembrava due mezze lune piene, doveva essere per forza lei, perchè mi ero seduta su un qualche cosa che sembrava una mongolfiera. Nessuno mi credette, ed io non dissi più nulla, però sono certa che quella notte, mi sedetti sopra alla grassa e corpulenta Madre Anna Maria, la pianista del coro, che aveva avuto la mia stessa idea di far pipì, senza accendere la luce.

sabato 18 dicembre 2010

La febbre finta.


Ecco! Come ogni anno, con l'inverno arriva l'influenza ed io come sempre non faccio eccezioni. Non vorrei mai influenzarmi è seccante e si sta parecchio male, sembra che un camion mi passi addosso e mi sento tutta pesta. Però! Come cambiano le cose nella vita. Ricordo ai tempi del collegio, quanto desiderassi avere una piccola febriciattola o una breve influenzina, accidenti non mi ammalavo mai, sognavo di stare a letto lontano dall'aula scolastica, ma non c'era nulla da fare, scoppiavo di salute. Un giorno la mia compagna Lella A. Mi disse: Ci sono dei trucchetti per stare un po' a letto in santa pace. Così, m'istruì per bene su come aggirare l'ostacolo salute. Presi dal mio comodino il vicks vaporub, una volta era in vasetti di vetro blu con tappo verde. ne spalmai un goccino sulle ciglia, cominciò a bruciare e le lacrime scendevano copiose, un po' sul naso che divento paonazzo, andai in infermeria da madre Fortunata che era la suora infermiera e le dissi che non stavo affatto bene, vai in camerata mi disse porgendomi il termometro distratta, ubbidii e mi avviai verso il mio letto mi svestii e appoggiai il termometro sul calorifero, pochi secondi bastarono per far salire la temperatura. Poi furbetta lo misi sotto l'ascella e aspettai pazientemente la madre, che arrivò da lì a poco e constatando la febbre mi raccomandò di stare al caldo sotto le coperte. Grazie Lella A. Che meraviglia! In collegio ci si alzava con le galline, c'era la santa messa, colazione, ripasso e poi a scuola. Che sonno! Quante volte avrei voluto gettarla dalla finestra quella campanella maledetta, che mi faceva sobbalzare e svegliare dai miei dolci sogni. Ora grazie alla mia compagna che mi aveva svelato il piccolo trucchetto, potevo farmi un sonnellino come si deve. Che meraviglia! Fuori il tempo era da lupi, le mie compagne a scuola, ed io egoisticamente sotto le coperte al caldo. Nel pomeriggio arrivò la madre infermiera con il solito termometro e adesso? I caloriferi erano spenti, niente di male, sfregando il termometro con la giacchina di lana, la temperatura, cominciò ancora a salire.

lunedì 15 novembre 2010

Lago d'inverno


L'inverno avrà il suo fascino, ma ogni tanto, anzi spesso da un senso di malinconia, un'irrefrenabile voglia di dolce far niente, d'accordo la legna che arde nel caminetto, le caldarroste, il caldo tepore di una coperta che avvolge con il suo tepore, tutto questo crea senz'altro un'atmosfera, tenera e romantica, ma girando pagina, che tristezza! Quando piove, non posso nemmeno andare nella mia meta preferita.
Ogni volta che ne ho la possibilità, ho l'abitudine di rilassarmi su una delle tante panchine che costeggiano il lago di Lecco. Me ne sto lì, in silenzio e in solitudine, riflettendo assorta nei miei pensieri. Osservo l'acqua, che con i suoi colori invernali indolente infrange le sue piccole onde, sui bordi in cemento corrosi dal tempo, emette come dei piccoli suoni e mi fa compagnia. Tutto sembra triste, ma non lo è.
Tutt'intorno è tranquillo e rilassante, persino i gabbiani con i loro voli, danno al paesaggio, un'alone colmo di suggestione e di magia. Non è il lago d'inverno o l'atmosfera che crea a portare tristezza, questa quando c'è, viene dall'interno, ce l'hai nell'anima e se non la strappi tu, nessuna magia te ne può liberare, e in inverno, è tanto difficile, non aiuta nemmeno il tempo.

martedì 2 novembre 2010

Dolore infinito.


Il tempo non aiuta certo a risollevare il morale, l'acqua che scende rovinosamente dal cielo come un fiume di lacrime, rende ancora di più questo mese di novembre, tremendamente triste. Cosa può risollevare il morale, nulla!
E' detto il mese dei morti, oltre a rammentare chi non c'è più, è come un ritorno all'amore, con tutti i ricordi e l'amore che chi ci ha lasciati ci ha dato, buono o cattivo che sia stato. Quanto si soffre quando muore qualcuno molto caro al nostro cuore!
La loro scomparsa e sempre un dolore sordo, che fa male e toglie il respiro. Riaffiorano alla mente i piccoli gesti, le parole, le piccole discussioni, le consuetudini, per cui, quando la persona amata muore, è un'angoscia senza fine.
La perdita prematura di mia sorella Maria Vittoria, ha lasciato nel mio cuore una ferita profonda, insanabile, col tempo si torna alla vita di tutti i giorni, ma con la consapevolezza, che niente sarà più come prima.
La scomparsa di mio padre dopo, mi ha frastornata, non è mai stato presente e non ha mai fatto parte del mio mondo, ma la sua morte, mi ha addolorata perchè mi ha privata per sempre della speranza che forse un giorno avrei goduto della sua presenza nella mia vita, ed invece non sarà più così.
In questi momenti capisco, che l'unica cosa che conta nella vita, è l'amore che si può dare agli altri, siano essi parenti o amici e che essere gentili e pazienti conviene sempre, perchè poi quando non si è più, è sempre troppo tardi.

lunedì 1 novembre 2010

L'insicurezza



Mi sono chieste mille volte che cos'è questo malessere che mi assale all'improvviso, mi sembra che abbiano diviso la terra ed io mi trovo dalla parte sbagliata.
A volte un senso di solitudine mi invade dentro, fisicamente ci sono, sono presente, ma i miei pensieri, navigano chissà dove, vorrei volare, ma poi ritorno nella mia solitudine.
Il mio cervello è come un turbinio di foglie secche che girano attorno, sollevate dal vento, ma perchè sono così? Perchè permetto alla malinconia di rovinarmi l'esistenza con pensieri che non sono da persona intelligente, quando invece io mi sono dichiarata sempre tale! Le mie insicurezze saltano sempre fuori all'improvviso e vanno a vanificare tutti i miei sforzi, di sembrare una persona serena e per certi versi anche felice.
Si cerca sempre di fare programmi per il futuro, come se la vita fosse eterna e si dice che chi pensa al futuro, non sa vivere il presente, io sono peggio perchè non vedo ne il presente, ne il futuro, ma sogno sempre il mio passato, non per la qualità della vita che conducevo, che per certi versi era normale, ma per la mia gioventù, che è sparita nelle pieghe di un tempo che non tornerà mai più. Vivere solitamente, significa imparare a buttarsi con coraggio e riuscire ad affrontare il tempo che inesorabile passa, ormai avrei dovuto superare questa fase, ed aver maturato una certa sicurezza, invece ancora non riesco a metabolizzare, che la vita è una, viverla al meglio e goderla fino infondo. Questa teoria è facile a dirsi, ma come metterla in pratica? Ho come la sensazione che mi manchi qualche cosa e la mia età biologica, mal si sposa con il cervello che va da tutt'altra parte. Forse perchè sono una sognatrice incallita e riesco ancora a rifugiarmi nei miei sogni, anche ad occhi aperti, nella speranza che qualche volta non mi svegli di colpo, cadendo pesantemente nella realtà, nella vita vera, nella vita che conta, l'unica che devo decidermi a percorrere

domenica 31 ottobre 2010

Le foto del mio amico GE.






Io non m'intendo particolarmente di arte e fotografia, però quando un soggetto è gradevole e bello, sia un quadro sia una foto, mi piace ammirarli ed ho (in senso buono) una certa invidia
per chi riesce a fare dei piccoli o grandi capolavori.
Ho un'amico carissimo, che ha la dote di mettere a "fuoco" delle bellissime immagini e dal suo obbiettivo attento e preciso, vengono fuori delle fotografie, veramente gradevoli e belle. Paesaggi incantevoli, che voglio avere l'onore di ospitare nel mio blog.




L'ho conosciuto per un caso fortuito, asseriva che: fra un uomo ed una donna, non può esserci amicizia, dice, che ci può essere: passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia.
per questa sua, (non so se giusta o sbagliata) teoria, abbiamo discusso parecchio, io penso che l'amicizia ci può stare, lui continua ad asserire di no! Chi avrà ragione? Mha!

ALBA!





lunedì 13 settembre 2010

I primi amori.................


Nella solitudine della notte, sola con me stessa, seduta sulla mia poltrona in salotto, penso e penso, io penso sempre. I miei pensieri sono tanti e tali, che non mi lasciano tregua, si susseguono vertiginosamente e non si fermano mai. Il passato è il mio più ricorrente dolce tormento. Se dovessi paragonare la mia testa ad un contenitore, potrei pensare soltanto ad un enorme silos, di quelli enormi, mastodontici ed ermetici. Sono un'inguaribile romantica e se mi fanno un complimento, nonostante la mia età, mi lusinga ancora e sempre .
Se scavo profondamente nella mia memoria, fra le tante cose che spuntano fuori, riesco a ricordare persino i miei primi "grandi amori." Ero bimba e mi piaceva tanto stare insieme ad un bimbo molto bello che si chiamava Alberto, era il figlio di un generale di istanza a Milano e per le vacanze venivano a Messina. La sua villa aveva una grande cancellata che si affacciava sullo stradone che percorrevo per raggiungere casa mia. Attraverso le inferriate lo guardavo sempre, finchè un giorno non attaccammo bottone. Diventammo grandi amici, ma sempre io al di quà e lui al di là del grande cancello, il nostro grande amore, si consumava, cosi! Diviso da un cancello. Passavamo ore ed ore a raccontare i nostri segreti di bambini innocenti. Poi ironia della sorte, suo padre fu trasferito e non vennero mai più a Messina. Quanto dolore provò il mio cuore tenero di bambina, per i primi tempi quando passavo davanti al cancello, avevo sempre la sensazione, di vederlo arrivare da un momento all'altro di corsa dal viale che attraversava il suo giardino, ma questo non accadde mai. Piano piano lo dimenticai, anche perchè il suo posto nel mio cuore fu sostituito da Salvatore, detto Turi, frequentavamo la stessa scuola ma non la stessa classe, anche lui ai miei occhi era bello, ma l'opposto di Alberto, educato e raffinato, Turi era un monello allegro e scanzonato. Suo padre gestiva l'osteria del circondario, fu grazie a lui, che vidi per la prima volta la tv, allora era in bianco e nero. Quanto gli volevo bene! Poi il destino amaro ancora una volta, mise alla prova il mio ( grande cuore innamorato) e questa volta, fui io con la mia famiglia a lasciare la Sicilia per sempre, destinazione Lombardia, lasciando li, in quell'osteria buia fra botti, calici e odore di vino puzzolente, il mio cuore e sopratutto il mio amore, del quale presto, non ricordai più nemmeno il viso. Potere dei sentimenti e della passione................

lunedì 6 settembre 2010

Cinque meno due.


MONELLI IN UMIDO, SOLITAMENTE
SONO CINQUE, DUE MANCANO. QUANDO
SONO TUTTI INSIEME, SEMBRANO
UN ESERCITO DI CUCCIOLI SCATENATI E
BISOGNA CONTROLLARLI A VISTA
SAREBBERO CAPACI DI AFFOGARE PER
GIOCO. QUINDI...LA NONNA VIGILA!



venerdì 20 agosto 2010

Fiume tranquillo?

Solo ora riesco a metabolizzare, ciò che è successo la notte a cavallo tra il 14 ed il 15 di agosto. Lo ricorderò in assoluto uno dei più brutti compleanni di tutta la mia vita. che disastro! Ancora adesso a distanza di una settimana, ho davanti agli occhi quel fango che copriva ogni cosa. vedere i disastri ambientali in tv e passarli in prima persona è una delle cose più terrificante che un essere umano possa passare. Il Molgora! Fiume tranquillo e sereno, diventare all'improvviso il nemico che con rabbia si abbatte su persone e cose, provocando un'epocalisse.

Nella mattinata del ferragosto, una telefonata improvvisa alle sette del mattino, mi fece sobbalzare dal letto, era mia figlia che dalla Sardegna, mi pregava di andare a vedere, cosa era successo a casa, perchè i vicini l'avevano chiamata. Lei e suo marito, con i bambini, si trovavano in vacanza e sono dovuti rientrare di tutta fretta. Uno spettacolo inimmaginabile. Il salotto era uno strato di fango entrato dallo sfiatatoio della cucina. Una delle macchine che era parcheggiata sotto la tettoia è stata trascinata un centinaio di metri più a valle, la station wagon piena fino ai sedili di fango, Mai vista una cosa simile. Da quando hanno iniziato i lavori togliendo le cascate che servivano per rallentare il corso dell'acqua, sono iniziati gli allagamenti e i disagi ma mai di una portata simile. A monte il Molgora è stato ristretto e quando sabato notte ha iniziato a piovere in maniera abbondate il torrente è come esploso. I sassi che erano stati posizionati per ricostruire l'argine sono stati trascinati via, non si sa dove siano finiti. È una situazione davvero drammatica. Ma la cosa più terribile è che le famiglie si sentono completamente abbandonate dalle istituzioni. Ma questa è routine, il giochetto dello scarica barile è vecchio e già sfruttato, ma funziona sempre.

sabato 14 agosto 2010

Auguri Assunta!



E' appena passata la mezzanotte! Mio Dio ora ho 62 anni. Mi sento frastornata, mi rendo conto che il tempo fugge. All'entrata di casa mia, in un angolo, campeggia un orologio a pendolo a colonna. Batte le ore, le mezz'ore e i quarti d'ora, con una cadenza sistematica da circa trentun'anni. All'interno, nella parte alta, si trova un medaglione con su scritto: TEMPUS FUGGIT. Quando lo osservo attentamente, mi devo distrarre, perchè un senso di smarrimento, misto ad ansia, mi assale. Ha ragione quella scritta, il tempo inesorabile corre all'impazzata e sembra che lo riforniscano sempre di carburante in volata, perchè non si ferma mai. 62 anni! Io Assunta, che fino a l'altro ieri avevo diciassette anni e a chi mi chiedesse quanti anni hai? Rispondevo sempre venti, per farmi sentire più adulta! Ed ora? Vabbè, farò finta di niente, tanto la musica non cambia. Comincio a farmi gli auguri da sola. Auguri cara Assunta, quante ne abbiamo passate insieme, Ci siamo divertite, abbiamo pianto, abbiamo sofferto, ma nel nostro piccolo io e la mia anima, abbiamo vissuto. La mia mamma dice, che quando sono nata, ero una stupenda bambina bionda, sono nata talmente grossa che... bhè ha sofferto più del necessario, quando lo racconta, io ci credo, perchè quel (grossa) non mi ha mai lasciata e mi ha condizionata, per il resto della vita.

venerdì 13 agosto 2010

Buon compleanno! Meravigliosa mamma!





La mamma è sempre la mamma e su questo non ci piove. Lei è unica, speciale, per me sempre presente, un porto sicuro in cui approdare. Adoro la mia mamma con i suoi pregi e i suoi molteplici difetti. Lei superba e orgogliosa, presuntuosa e poco paziente, però affettuosa e generosa. A tratti bambina a tratti adulta cresciuta troppo in fretta, leonessa per la sua piccola famiglia e ferita in modo tremendo, quando la sorte le ha tolto prematuramente il più piccolo dei suoi cuccioli. A tanti dolori, a tante avversità è riuscita a sopravvivere, ciò che non uccide, aiuta a diventare più forti. Auguri cara mamma! Meravigliosa, caparbia e tremenda mamma, che vuole fare la severa senza riuscirci mai.

martedì 10 agosto 2010

QUANDO NACQUE UN ANGELO (in ricordo della mia sorellina Maria Vittoria)

I


Dalle finestre aperte mi arrivano le dolci note di un valzer, è la festa del fante, che si svolge nel cortile dell'oratorio. Si balla si canta e si mangia. le coppie volteggiano sulla pista e la musica mi fa sognare. Chiudo gli occhi e mi lascio cullare da quel valzer. Che bello sognare ad occhi aperti e tornare indietro nel tempo, tanto indietro, fino a quando le immagini sembrano ingiallite, come le foto racchiuse in un vecchio album. Che bella festa quando è nata la mia sorellina! Era il lontano ottobre 1955. Rammento che noi bambini aspettavamo fuori dalla porta di casa, era proibito entrare, l'ostetrica era arrivata da poco, ai tempi c'era l'uso di partorire in casa e raramente si andava all'ospedale. L'attesa e la curiosità era tanta, ed io vivace più di tutti, ebbi la brillante idea di arrampicarmi, fino ad arrivare alla finestra, per fortuna bassa, però non feci in tempo e vedere nulla, che dall'interno si spalancarono le ante, uscì una mano e mi arrivò un sonoro ceffone, che mi fece cadere all'indietro. Finì così la mia curiosità, di vedere come nascevano i bambini. Dicevano che li portava la cicogna, ma noi piccoli con il naso in su aspettavamo da un pezzo l'apparire di questa fantomatica cicogna con il fagotto nel becco, ma giustamente, scrutavamo il cielo inutilmente, ecco perchè la mia brillante idea di curiosare dalla finestra.
Quando ci fecero entrare per conoscere la nuova sorellina, della cicogna non c'era nemmeno l'ombra, da dove era arrivata quella piccola? Se la porta era chiusa e noi eravamo proprio fuori dall'entrata? La curiosità era tanta e mi facevo mille domande giustamente senza nemmeno una risposta decente. Comunque, da qualsiasi parte fosse arrivata, era la più bella bambina che avessi mai visto. Mi innamorai di lei, sin dal primo istante che la vidi!

La grande rabbia.





Il caldo soffocante mi proibisce di dormire, passo da una terrazza all'altra, senza trovare refrigerio.
Guardando il cielo, non riesco nemmeno a contare le stelle, sono tutte sparite sotto la cappa di calore che non fa respirare. Ecco che arrivano i pensieri, ne ero certa! I ricordi sono quelli che più mi attanagliano e mi martellano nel cervello. Lo immaginavo che appena avrei lasciate libere le miei cellule grige, sarebbero subito corse al ricordo di lei. Chissà perchè, mi viene in mente questa parentesi triste della mia vita da collegiale, ed ora che mia sorella non c'è più e ancora più triste e malinconica.
Era passato appena qualche mese da quando eravamo arrivate dalla lontana Sicilia. Il collegio di Como era per noi due (io e mia sorella) un'esperienza nuova che ci aveva frastornate entrambe. Una mattina dopo colazione, eravamo in cortile ad aspettare l'appello per entrare ognuno nelle rispettive aule. Io come al solito guardavo dalla parte delle piccole delle elementari, per vedere la mia sorellina, vederla mi avrebbe rinfrancata per tutto il giorno. Non c'era! cominciai a cercarla con lo sguardo senza vederla da nessuna parte. D'istinto, sollevai lo sguardo verso quelle che erano le finestre del dormitorio e la vidi, là! Dietro i vetri piangente e disperata. Qualche cosa di bianco le copriva i suoi meravigliosi riccioli castani. Scappai di corsa fuori dal cortile, salendo i gradini a quattro a quattro, entrai nel dormitorio e la vidi ancora dietro i vetri. La chiamai e quando si girò, mi resi conto che quelle che aveva in testa erano le sue mutandine, le chiesi cosa fosse successo e lei fra le lacrime mi disse che gliele aveva messe in testa la suora ancora bagnate, perchè si era fatta la pipì addosso, per mortificarla davanti alle altre compagne. Era diperata per la vergogna. L'abbracciai cercando di consolarla. La rabbia, anzi la collera tremenda che mi assalì, non la so descrivere, l'impulso fu di picchiare quell'arrogante ed insulsa suora, che fra l'altro era pure piccola e brutta, ma non potevo, avrei rischiato di farle diventare antipatica ancora di più la mia piccolina che hai suoi occhi aveva il torto come me, di essere meridionale. Quell'episodio, non l'ho mai dimenticato e nemmeno la mia sorellina. In tutti i miei anni di collegio, non rivolsi mai più la parola a quella monaca, che si definiva una serva del Signore, invece era cattiva e altamente razzista e non si faceva scrupolo di farlo notare e quando lo diceva, aveva quel risolino da ebete, che mi faceva tanto arrabbiare. Quel ricordo e l' amara mortificazione di quel dolce angioletto, i suoi meravigliosi occhi pieni di lacrime che trasparivano tutta la sua disperazione e la sua tristezza, sopratutto ora che non c'è più, mi fa ancora piangere calde lacrime e mi fa sembrare quel brutto capitolo della nostra vita, ancora più triste e pieno di malinconia! Cerco di cancellare quegli amari momenti, perchè so che mi fanno ancora male, ma non è facile, ogni tanto da un angolino della mia memoria ritornano, ed io li ricordo, come se fosse successo ieri.
Certo magari un castigo per insegnare va anche bene, ma mortificare in quella maniera così cattiva, una bimba di sei anni e per di più in un ambiente nuovo, lontana dalle sue abitudini e dal suo paese, io non lo concepivo allora e non lo concepisco nemmeno adesso!

martedì 27 luglio 2010

Racconti in camice bianco!




Poco tempo fa, nel sito di esternando che frequento da quasi due anni, è arrivato un post nuovo, era di una signora che diceva di essere una ginecologa. Al momento ero un pò sulle mie, in quasi due anni, di entrate ed uscite dal sito, ne ho viste a centinaia e pensavo che anche lei fosse una di quelle, che parte in quarta e poi ferma in salita. Col tempo però mi sono ricreduta e storia dopo storia, raccontando pezzettini di vita, ho imparato a conoscerla. Ora è un'amica di viaggio, in questo mondo virtuale e mi aiuta a dimostrare che del bello e del pulito, si può trovare, anche in un mondo mediatico, dove tutto è lecito e senza limiti.
Questo è un suo tenerissimo racconto, una storia di vita vissuta giornalmente, nel suo ambulatorio di medico ginecologo.
MARY
Ho conosciuto Mary al suo III° mese di gravidanza. Era il 2001. Era stata appena licenziata dalla SIGNORA presso cui faceva la colf. Venne da me la prima volta con suo marito Joseph; lei era in Italia da due-tre anni , suo marito l'aveva raggiunta da qualche mese. Sembravano i fidanzatini di Peinet, lei parlava sempre, lui annuiva a ogni cosa che lei diceva. In luglio vennero per il solito controllo e Joseph, violentandosi un pò mi disse: "Con i suoi colori lei strarebbe bene con il nostro shari, a Natale visto che facciamo un viaggio in India gliene porteremo uno". Subito dopo Ferragosto mi telefonò una loro vicina di casa, per dirmi che Joseph era stato investito da un camion ed era morto. Mary era stata a studiare tra le suore di Madre Teresa di Calcutta, aveva quindi una fede incrollabile, questo la aiutò a superare quei primi tragici momenti. Quando tornò da me in ottobre (dopo il suo ritorno dall'India, dove aveva riportato suo marito), mi mise davanti un bel pacco e mi disse: "Questo glielo manda Joseph!" Dentro, come potete immaginare c'erano due bellissimi sarhi. Il pianto è stato immediato. In quel momento ho deciso di "adottare" Mary e la sua bambina ancora non nata. Ho coinvolto le mie amiche in tornei di burraco e mah jong e quando la bambina è nata le abbiamo aperto un libretto in Banca.. Alla morte di mio marito abbiamo destinato a lei le offerte raccolte. Ora Mary è tornata in India, con un piccolo tesoro per la sua bambina.

lunedì 26 luglio 2010

L'Italia dei ben pensanti!





Hanno cercato di distruggere a Palermo le statue appena collocate di Falcone e Borsellino, Forse o meglio, davano fastidio alla cattiva coscienza dei tanti che non riescono a vivere senza il male..Erano eroi moderni che consapevoli del pericolo, si sono messi in gioco per cercare di difendere, un paese massacrato, offeso e sporcato. Con loro non possiamo dimenticare, tantissimi altri, che rappresentano la parte più bella e pulita, di questa nostra Italia martoriata.
Un omaggio va anche a tutti quei militari e alle loro infelici famiglie che hanno condiviso fra loro il dolore più atroce, di sentire bussare alla porta per la notizia di un destino infame.

Ma a noi, italiani disattenti e frettolosi, di tutto ciò, che importa? Abbiamo tanti ideali ancora, di cui andare fieri!

Abbiamo Valentino Rossi, Lorenzo Jorghe ecc....

Quattro bifolchi, che pensano soltanto ai soldi e con il pallone, ne guadagnano anche troppi....

Abbiamo le porno-star, che hanno alloggiato anche in parlamento.

Abbiamo star e starlette di tutte le taglie e di tutte le misure, bambolone di gomma, che di gomma hanno anche il cervello.
Abbiamo gay, pedofili e affini
Extra comunitari che fra poco la faranno da padroni a casa nostra
e noi non ci accorgeremo nemmeno, tutti presi a cercare di dimostrare che non siamo razzisti.

Abbiamo il divorzio, lo sfascio delle famiglie, l'aborto, la pillola del giorno prima e quella del giorno dopo. Una nutrita fabbrica di angeli che ogni giorno, se ne vola il cielo, l'assenza di valori morali, non chè droga, alcolismo, messe nere, traffico degli organi, (con tutto quello che di tremendo c'è dietro), governanti-padroni e menefreghisti e per lo più corrotti...................

Con tutto questo ben di Dio, non venitemi a chiedere di pregare per la pace.

Perchè avevamo chi poteva assicurarcela, ma..... erano scomodi e li abbiamo uccisi e usati come come carne da macello!!!!!!!!!!!!