martedì 27 aprile 2010

Cos'è la felicità!


Noi esseri umani, siamo sempre alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che ci facciano star bene e ci appaghino, in una parola siamo alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità.
Io personalmente, non so dare una vera definizione a questa semplice parola e penso che ognuno di noi ha la propria maniera di valutarla. Certo tutti vorremmo essere felici, ma per assurdo spesso essa ci sfugge e noi con caparbietà affannosamente la cerchiamo, però se ci fermassimo un momento a riflettere e riuscissimo a guardarci attorno, scopriremmo che la felicità, tanto cercata e tanto sognata, la possediamo già.
Trovo la felicità nel sorriso dolce e biricchino dei miei nipotini, la vedo nel benessere e nella tranquillità dei miei figli, provo felicità quando mio marito cerca di vivere serenamente, nonostante i malesseri quotidiani e credo che dopo aver attraversato grandi sofferenze si può apprezzare la tanto sognata felicità. Sprigiona felicità, un'amica, arrivata improvvisamente e nonostante non mi conoscesse, ha avuto fiducia in me da subito. Per lo più sono le emozioni che ci fanno gustare il vero senso della vita e ne fanno apprezzare anche le piccole sfumature.
Alcune volte siamo così concentrati a correre da non avere tempo per soffermarci a riflettere e perdiamo la gioia di goderci la felicità delle piccole e semplici cose di tutti i giorni. Essere felici è anche e soprattutto la pace con se stessi e spesso la chiave per esserlo è nascosta dentro di noi, essa spesso ci passa vicino e noi siamo così ciechi da non saperla riconoscere.
Una metafora dice: La felicità, è simile ad una farfalla, se la insegui non riuscirai mai a prenderla, ma se ti siedi tranquillo, può anche posarsi su di te.
Mai parole furono più sagge!!!

venerdì 23 aprile 2010

L'incidente.


Mattino presto! arriva una telefonata, "qui è la clinica, ha la possibilità di venire per la visita di controllo, anche se con poco preavviso?" era abbastanza presto e con il treno mio marito avrebbe raggiunto la clinica in breve tempo. Ti porto io con l'auto gli dissi, ma voleva andare in treno, era l'occasione, come faceva sempre per intrattenersi in stazione con gli ex colleghi ferrovieri e scambiare quattro chiacchiere davanti ad una tazzina di caffè. Prima di uscire mi disse: cosa mi prepari di buono? io scherzosamente lo rimproverai: pensi sempre e soltanto alla pancia. E lui ancora di rimando ridendo: al mio ritorno mi fai trovare la tortiera di alici? Sapeva che brontolavo ma l'avrei accontentato, anche perchè i pesci erano già pronti e puliti. In mattinata, mentre preparavo il pranzo in attesa che tornasse, squillò il telefono, " qui è la clinica" il freddo mi pervase, cosa è successo, mio marito si è forse sentito male? (Fu la prima cosa che mi venne in mente, perchè era successo altre volte che avesse malori improvvisi). No signora non si preoccupi ha avuto un piccolo incidente, l'hanno investito all'uscita della clinica.
Per un attimo il cervello non riuscì a connettere, mi sembrava uno scherzo di cattivo gusto, ma purtroppo era tutto vero. Vedere mio marito al pronto soccorso, tumefatto, con il collare, il piede ingessato e il viso irriconoscibile, gli occhi quasi scomparsi dietro un colore violaceo- nero come se l'avessero massacrato di pugni, mi fece pensare quanto siamo vulnerabili e senza certezze. Poche ore prima sorridente mi chiedeva la tortiera, ed ora anche l'atmosfera serena era sparita. Questo fa proprio riflettere, che il destino infame aspetta sempre dietro l'angolo e colpisce quando meno te lo aspetti. Ora con la forza e la determinazione di sempre, ne verrà fuori, perchè è una quercia, che i venti e le intemperie piegano, ma rimane sempre ancorata saldamente alla terra, proprio come lui che si attacca alla vita e nonostante tutto, va avanti!

lunedì 19 aprile 2010

I gatti palermitani











Come già accennato qualche volta, nella mia vita le amicizie sono state poche, forse perchè l'amicizia come la intendo io è difficile da trovare, o forse perchè non ho avuto la fortuna di trovarla, non saprei. Paradossalmente, ho fatto un'incontro virtuale del tutto casuale. Ho conosciuto un'amica della lontana Palermo e per assurdo in questa maniera di relazionarmi con una persona mai vista, ma soltanto attraverso i messaggi prima e il telefono poi, mi sono ritrovata a condividere con lei le stesse idee e scambiare due chiacchiere ogni volta che si può e questo mi fa tanto tanto piacere. Si parla di tutto, dalla famiglia alle ricette di cucina, dalla sua Palermo, alla mia Bergamo passando a ricordare come era la vecchia Sicilia di quando ci abitavo io. E' come mettere a confronto due maniere di vivere con ambienti e culture diversi, questo lo trovo interessante costruttivo, nonchè piacevole.
In una delle nostre chiacchierate, mi ha confidato che è disperata per i mici che vivono in casa sua. Tutto è cominciato con la sua Asia che fatta la (fuitina) è tornata dopo un po, haimè, incinta. Dopo la famiglia è aumentata e giustamente i problemi sono cominciati a farsi seri, non si può star dietro a tanti micetti, che poi crescendo hanno seguito le orme di mamma Asia, portando a loro volta altri micetti e come una sorta di catena di Sat'Antonio. Certo, i gatti sono una piacevole compagnia e a modo loro sanno affezionarsi e amare. Questi nostri amici pelosi hanno la loro individualità, che li rende unici in tutte le razze, soprattutto da piccoli, sono dei batuffoli morbidi, che viene spontaneo coccolare e accarezzare, ma quando cominciano ad essere tanti nascono anche dei problemi. E' difficile trovare famiglie disposte ad accoglierli con amore e poi si soffre pensando che vadano a finir male. Insomma un sacco di problemi che danno pensieri. Io ne so qualche cosa, avevo un gattone siamese-persiano (Bonny) e quando dopo 19 anni di convivenza mi ha lasciata, ho sofferto così tanto che mai più entreranno mici a casa mia. Speriamo che la mia amica, risolva nella miglior maniera possibile, perchè dar via quei piccoli pelosetti piumini è davvero doloroso.

venerdì 16 aprile 2010

Eccellente ricettina

Non alzarti troppo tardi la mattina, guardati allo specchio e sorridi alla tua immagine e di a te stessa: BUONGIORNO! Così sarai allenata per dirlo anche agli altri e se conosci gli ingredienti del sole, puoi preparare una ricetta tu stessa, proprio come un pranzo quotidiano. Prendi una dose abbondante di bontà, aggiungi una bella dose di pazienza e non dimenticare un pizzico di umorismo, ti servirà per digerire gli insuccessi.

giovedì 15 aprile 2010

Tipi di sberle.


la vita dei bimbi moderni, scorre forse meno bella della nostra figli di un tempo che fu, però per lo meno hanno meno sculacciate. Ora si parla di sgridate, di castighi che per la maggior parte non vengono mai eseguiti. Ma una volta, vuoi perchè io personalmente ero uno spiritello, vuoi perchè con la mia vivacità uscivo sempre dal seminato, insomma una ne pensavo e cento ne combinavo, quindi le sculacciate, erano all'ordine del giorno e da notare che non esisteva nemmeno il telefono azzurro a cui potersi appellare. La mia mamma, quando non ne poteva più (praticamente sempre) per non farsi male, usava suonarmele con un cucchiaio di legno, che mi faceva venire i brividi soltanto a vederlo, ma non mi faceva desistere da essere vivace fino allo sfinimento.
Ricordo che in Sicilia e precisamente a Messina, c'era l'abitudine di dare un nomigniolo ai vari schiaffoni. c'era ad esempio: a tumpulata, a zinzula, a scoccia i coddu, u lampiuni, a moffa, l'ippula. Praticamente lo schiaffo prendeva il nome a seconda di come si dava, ma sempre schiaffo era. Certo che ora a ricordare questi buffi nomignoli in dialetto, mi metto a ridere, ma allora quando le prendevo....................

domenica 11 aprile 2010

14 lunghi anni.



Marzo porta fiori delicati, colori gioiosi, fresca energia e vita.
Questo mese dicono che sia un pò pazzo, per via del suo carattere un pò instabile e indeciso, però merita davvero di essere accolto come uno dei simboli della primavera.
Da 14 anni per me marzo rappresenta il dolore, il lutto, la tristeza che si è abbattuta sui nostri cuori. Certo la vita ha continuato il suo normale corso, però non è più la stessa cosa di prima. Io personalmente alterno momenti di allegria a momenti di tristezza infinita e alcuni giorni ancora adesso, la disperazione mi chiude la gola, come se volesse soffocarmi. Tutto questo ha un nome. Maria Vittoria! Ancora oggi a distanza di 14 lunghi anni, nominarti è la cosa più naturale del mondo. Per assurdo non ho ancora assimilato che non ci sei più. Quando penso a te, tengo i miei ragionamenti sul vago, come sospesi per aria, come se tutto appartenesse a un sogno, che purtroppo non è. Il 25 marzo è il compleanno del nostro Riccardo, il 28 è il compleanno del tuo Michel e poi nello stesso mese, fra queste date gioiose, c'è quella della tua assurda lontananza. Che dirti sorella adorata, il mio cuore è con te, vedi? Mi sono emancipata, ora ho familiarizzato anche con il computer e ogni tanto ricordo che tu hai regalato a tuo figlio il P.C. quando soltanto pochi eletti lo possedevano. Quanto eri severa! Ma a me non la davi a bere, adoravi quel figlio e avevi per lui tutte le attenzioni che una grande madre ha verso i suoi figli e nella severità facevi per lui anche l'impossibile. Non potrò mai dimenticarti, come potrei! Vorrebbe dire dimenticarmi di un pezzo di me stessa, perchè questo tu sei, un pezzo della mia anima, del mio cuore. Buona notte sorellina e se qualche volta dico qualche cosa che non gradisci, non brontolare come al solito, perchè io come al solito ti dirò: hei rispetto! Sono la maggiore.

lunedì 5 aprile 2010

La sceneggiata.


Stamani, sono andata presto da mia figlia per darle una mano nel preparare il pranzo per le cavallette che da li a poco sarebbero arrivate per pranzare e passare qualche ora in serena compagnia. Il piccolo Riccardo dopo una nottata di febbre altissima dormiva ancora. Lorenzo il maggiore, si stava cimentando, nel colorare le uova come segna posto.
Da li a poco dal piano superiore, che è il reparto notte, si sentì scendere dalle scale, era Riccardo che assonnato e rosso per la temperatura elevata, si era appena svegliato. Dopo un po di coccole, è arrivata l'ora dell'antibiotico. La pillola essendo grossa mia figlia l'ha spezzettata in quattro parti e con un bicchiere di latte si presentò davanti al bambino, ed ecco la sceneggiata:
mamma non voglio perchè mi affogo, Katia insiste e lui imperterrito: ho detto no! Aiuto non voglio morire, sei una ammazza bambini cattiva, mi vuoi affogare ti odio. Mi avvicinai per convincerlo che l'antibiotico gli avrebbe fatto bene, niente! messo in bocca il primo pezzo, fra gli urli l'ha sputato, aiuto sto soffocando, sto morendo! Mi veniva da ridere, ma sarebbe stato peggio. La mamma gli ha risposto: muori dopo prima devi mandare giù l'antibiotico, niente da fare! Pazientemente sua madre ha frantumato su un cucchiaio i pezzettini di antibiotico, ma non c'era verso. Se non la finisci con queste storie, ti metterò in collegio, siiii, mettimi in collegio ribatteva come un forsennato, almeno non mi danno pillole schifose E continuava nelle sue grida, voglio andare dalla nonna, dopo un po: voglio andare in collegio, non torno più quì con te, mi vuoi soffocare. Insomma, dopo che si è bagnato completamente con il latte e l'acqua, l'ha cambiato e ha provato a sciogliergli un nuovo antibiotico nell'acqua. era amarissimo, ma per non dar soddisfazioni, l'ha tranguggiato in un attimo e ha detto : è squisitissimo! Fra i singhiozzi si è poi dato una calmata e si è allungato sul divano. Fine della sceneggiata, non ci potevo credere, ha fatto l'inferno e più gridava, più non riusciva a respirare, le tonsille purulente gli dovevano fare un gran male.
Dopo un pò mi dispiaceva vederlo singhiozzare e quindi lo presi in braccio per consolarlo e lui: nonna ora che ho mandato giù la medicina, tirerà fuori la spada e bucherà il pus delle tonsille, certo gli risposi e lui ancora: ma poi dove va il pus? E' giallo quindi farò la cacca gialla, ma no gli dissi e Lorenzo: sssseee! vorrei vederti con la cacca gialla, ma non fare lo stupido. Ci siamo messi a ridere a crepapelle. Cose dell'altro mondo! La giornata era appena cominciata!

sabato 3 aprile 2010

Auguri a tutti!



Vorrei stringere in un abbraccio augurale tutti, ma non è possibile. Quindi i miei auguri vanno: ai malati, agli orfani, agli abbandonati, per non lasciare fuori nessuno è meglio dire al mondo che soffre. Ai miei cari, ai miei amici, l'elenco sarebbe lungo, quindi:
BUONA PASQUA A TUTTO IL MONDO!

Ancora Pasqua!





Quante Pasque! Anno dopo anno si sono susseguite, sempre uguali e pur sempre diverse. Se dovessi mettere in fila tutte le feste pasquali della mia vita, le ricorderei quasi tutte o per lo meno le più importanti e le più significative le ho impresse tutte nella mente. Quelle trascorse spensierata a Messina, quelle religiosissime del collegio di Como, alcune nella veste di adulta e mamma, ed ora con i miei nipotini. Certo lo spirito non è più quello di una volta, ed ogni tanto vado fuori strada, ma Gesù lo incontro spesso, devo per forza incontrarlo. Per certi versi mi è venuto incontro in svariate vesti e non sempre l'ho riconosciuto. Non sempre ho saputo capire quello che mi diceva. Ma lui è grande e mi capisce e in questa Santa Pasqua di resurrezione, vorrei trovare il giusto equilibrio che in questi ultimi tempi mi è venuto a mancare. Vorrei riavere le mie certezze, la mia fiducia, la mia serenità. Certo non posso chiedere tutte queste cose in una volta, solo per me stessa, perchè avrei alcuni desideri più importanti, la tranquillità per i miei cari, la salute e la continuità dell'armonia nella mia famiglia. Sto ricadendo ancora nell'egoismo, chiedere sempre! Ma prima o poi dovrò cominciare a dare

E' giusto così!

Questa è stata una settimana terribile, ero proprio a terra e niente e nessuno riusciva a risollevarmi il morale. Chissà perchè poi, quando lo spirito non c'è, il mondo sembra grigio e spento, il clima poi non mi ha certo dato una mano. Siamo in primavera e una spolverata di neve sui monti, ha portato a valle una ventata di freddo gelido, lo stesso gelo che ho avuto sul cuore per giorni. Sono cose che succedono e per una serie di traversie, la vita diventa triste e nera.
Dopo questo preambolo di lamentele, basta il trillo del telefono e una buona notizia, ed ecco che il cielo si tinge di blu e la pioggia che scende copiosa, sembra un'insieme di gocce di rugiada preziosa.
Mi è stato detto che dopo circa due anni di polvere e desolazione, al deposito cimiteriale, mio padre è stato degnamente sepolto, fra gli uomini illustri di Messina, ed ecco il trafiletto:

TANO CIMAROSA, TORNA FRA "GLI UOMINI ILLUSTRI"
DI MESSINA: DEGNA SEPOLTURA PER IL CELEBRE ATTORE!

Ora mi sento meglio! E sono certa che anche lui è felice, perchè questo era il suo sogno, essere sepolto nella sua amata Messina.

lunedì 29 marzo 2010

La lingua batte dove il dente duole



Quando ho finito di pagare il dentista, ho fatto salti di gioia. Sembrava ogni mese una catena di Sant'Antonio, che non finiva mai. Poi finalmente il saldo. Nel tornare a casa, in auto cantavo con allegria. Non avere più quel conto da pagare sullo stomaco, mi faceva sentire più leggera. Che meraviglia! Mi sentivo libera da impegni e felice. Settembre, ottobre, novembre, dicembre gennaio, febbraio. Finita la festa! Mal di denti, sarà nevralgia, forse con un antidolorifico passa, dicevo a me stessa. Di giorno in giorno però il dolore andava aumentando, così oggi, dopo l'ennesimo antidolorifico mi sono decisa a telefonare al dentista, il quale mi ha detto di andare subito e così ho fatto. In auto cominciavano i primi sintomi di ansia, poi visita, raggi e sentenza. Ascesso! ed un battere che non sapendo dove alloggiare si è intrufolato. Morale: tutto da rifare, rimuovere completamente le stuccature e ripulire i denti ormai fragili, che con questo nuovo trattamento, diventeranno ancora più fragili, quindi in seguito bisognerà coprirli. Porti pazienza signora, sarà un lavoro lungo e.......dispendioso! Pensai io. Preventivo! Accidenti, più grosso del primo. Non sapevo se piangere o urlare. Che ne dite? Ho un po il diritto di andare in collera? ma con chi me la prendo! E continuo a portare pazienza! Come dire...... l'importante è la salute. Come diceva il grande Totò! E IO PAGO!!!!

domenica 28 marzo 2010

Le tre fave.


Ogni qualvolta vado a trovare la mia mamma, parlando del più e del meno, si finisce quasi sempre a parlare dei bei tempi andati. Ti ricordi Assunta....Quando lei comincia così, con gli occhi della mente, mi si apre davanti come un sipario, dietro il quale c'è il palcoscenico del nostro passato. Gli attori siamo noi, lo scenario: la nostra lontana Sicilia. Lei è sempre stata superstiziosa e credulona, come daltronde la maggior parte delle persone della sua età. Crede a tutte le storie e ai detti antichi, ed è talmente convinta che tentare di convincerla, che sono tutte dicerie è fatica sprecata. Parlando mi ha detto: Ti ricordi le tre fave? L'avevo completamente dimenticata quella storia e lei me l'ha rammentata.
Praticamente, si trattava di questo: ogni anno, non ricordo per quale ricorrenza, forse per i morti. Faceva un rito strano: preparava tre fave secche, una intera e con la buccia, una spellata a metà ed una spellata completamente.
Le metteva sotto il mio cuscino, poi mi faceva mettere la mano e mi diceva di prenderne una. Io mettevo la mano e poi estraevo la fava e la davo alla mia mamma. Se prendevo quella sbucciata, avrei fatto un matrimonio un po povero, la mezza così così e se invece prendevo quella con la buccia, il mio matrimonio sarebbe andato alla grande.
Certo! Oggi una cosa del genere fa sbellicare dalle risate, ma basta mettersi nei panni degli anziani cresciuti senza nulla, nella povertà più nera, con racconti e detti tramandati da secoli ed ecco che ci si rende conto, di come ci volesse poco a credere in qualsiasi cosa.
A proposito: non ho fatto un matrimonio principesco, ma nemmeno indigente, dopo tutto mi è andata bene, diciamo che ho fatto un matrimonio d'amore e...normale.
Ps. Le fave nell'antichità, erano l'alimento per eccellenza dei poveri e si diceva:
di tutti i legumi la fava è regina, la cuoci la sera e la mangi la mattina!

sabato 27 marzo 2010

Domenica delle palme.

di



Parlando della domenica delle palme con una cara amica al telefono, come sempre, mi sono lasciata prendere dalla nostalgia dei bei tempi passati. Le celebrazioni Pasquali sono molto sentite nel mondo cattolico di tutto il nostro paese, ma le funzioni, come le ricordo io di quando ero piccola in Sicilia, non le ho mai più viste da nessuna parte e nemmeno le ho dimenticate.
Ognuno nelle case preparava semi di frumento, che poi faceva germogliare, però si potevano usare anche legumi tipo: fagioli, lenticchie e altro, che venivano messi in contenitori che potevano essere, vassoi, piatti di tutte le forme e di tutte le dimensioni. Quando le spighe erano alte, si addobbavano e si portavano in chiesa e questa diventava un'esplosione di colori, fra fiori, nastri e frutta di ogni genere.
Ricordo che noi bambini portavamo i nostri sepolcri confezionati con maestria dalla mamma, ed era una gioia metterli sull'altare e quanta soddisfazione quando ammirandoli il sacerdote diceva: che belli, che meraviglia! Sono certa che queste tradizioni si perpetuano di anno in anno, e chissà se riuscirò a viverne ancora qualcuna. Ma non sarà più la stessa cosa di quando bambina, portavo in chiesa con soddisfazione, il mio bel sepolcro coperto di fiori.

domenica 7 marzo 2010

8 marzo la festa delle donne?










Per oggi e domani le donne saremo importanti. Poi da metà della settimana prossima continueremo ad essere maltrattate da mariti e fidanzati, picchiate e violentate (in casa e dagli sconosciuti), prese a pesci in faccia dai politici.
Quante mimose consegnate con sorrisi di circostanza.
Sarà la festa delle false pari opportunità, come sempre. Tenete duro, tanti auguri. Ricordatevi che l’8 marzo è la festa delle donne, perchè tante donne tanti anni fa morirono in America per difendere i propri diritti, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale a favore delle donne, proprio in ricordo della tragedia. Quindi diamo un senso a questo giorno importante e ricordiamo sempre:
Non cerchiamo di essere grandi donne, perchè già l'essere donne ci fa grandi.


Dedicato a una amica.







Relazionarsi con persone sconosciute attraverso il computer, fino a qualche tempo fa lo ritenevo un qualcosa di inverosimile e assurdo, ora mi devo ricredere, ho incontrato con questo sistema virtuale, amici sensibili, con tanta voglia di raccontarsi e devo dire che mi trovo bene e a mio agio. Da un po di tempo, è apparso fra noi un personaggio, che da subito è apparso solare, portando una ventata di allegria e ottimismo. Si è presentata con un ipotetico soprannome che è tutto un programma. "Trilli" e rispecchia fedelmente il suo essere un po umana e un po fatina. Da ieri l'ho pure conosciuta sotto la veste di pittrice.
Con tutta sincerità, non mi intendo di pittura, daltronde nessuno è perfetto, però quando ci sono cose belle da ammirare, catturano anche l'occhio di chi è incompetente come me. madre natura non mi ha favorita in questo senso e quindi guardo chi ne è dotato sempre con tanta ammirazione. Trovo molto bello trasformare le proprie emozioni in arte, dando vita a forme e colori che sulle tele prendono vita. Ciò che facciamo di bello, solitamente lascia il segno, ed io che piano piano sto conoscendo Trilli, auspico che il suo talento e i suoi lavori, siano proiettati in un grande futuro. A Trilli, faccio i miei personali auguri, per un roseo avvenire, ricco di eventi lieti gioiosi e importanti. Brava dolce amica, AD MAIORA.
Ulteriori suoi quadri sono su:

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sulla pagina seguente scrivere: artistania, cliccare ricerca
ancora cliccare persone.
Apparirà Album artistania, cliccare la faccina che appare nel riquadro e voilà!
Le sue opere appaiono in tutta la loro bellezza.
(Per gentile concessione dell'artista).

giovedì 4 marzo 2010

Io...... ragazza di ieri



Scambiando quattro chiacchiere a proposito di computer con un ragazzino vicino di casa, si è meravigliato e mi ha detto: ma come, tu usi il computer? Chi pensa che internet sia musica soltanto per ragazzi, farà meglio a ricredersi e rivedere le sue teorie. Si parte dal presupposto che (ad una certa età) si fanno tante cose perchè c'è più tempo libero e certe tecnologie sono precluse a persone diciamo....con qualche anno in più. Sarà anche così, ma non certo nel mio caso. Ho una mamma di ottantasei anni, il marito ammalato, dei nipotini di cui mi prendo cura quando i miei figli sono al lavoro, ho un cardellino e un pesce rosso, nonchè la casa a cui badare e tutto il mondo che vi gira attorno. Fra tutte queste cose, da circa due anni, un po per scherzo, un po per dimostrare che il computer è per tutti, mi sono avvicinata a questa meravigliosa (diavoleria mediatica), prima titubante, poi per la serie "non si finisce mai d'imparare" io imparo! E per farlo ho tutta la pazienza del mondo. Durante tutto l'arco della giornata, mi ritaglio degli spazi tutti per me, in cui siamo io Assunta e il mio portatile. Poi dopo cena, mi rilasso, leggo, mi relaziono con i miei siti preferiti, sprigiono la mia fantasia su questo blog che ritengo una mia creatura e penso.
Vi assicuro che anche pensare serve ed è positivo.
Non voglio peccare d'ipocrisia, quindi confesso che ho raccontato tutto ciò, con una punta d'orgoglio ed ho provato anche piacere a vantarmi e dopo tutto questo e tanto altro ancora dico: ma...... vecchia a chi?

Un filo di speranza


Si dice, che finchè c'è vita c'è speranza e forse è vero, però nella vita non bisogna soltanto sperare, è semplice e tutti lo sappiamo fare è invece a vivere che ci vuole coraggio, tanto coraggio ed io credo che più che usare la parola speranza dovremmo imparare a usare la parola coraggio, anche se un pizzico di speranza non guasta, da uno sprazzo d'ottimismo alla vita. A questo proposito ho trovato delle belle parole che mi sono piaciute e quindi le voglio imprimere quì nel mio blog, parlano proprio di SPERANZA.

La Speranza è la finestra che al mattino ti consegna un giorno tutto nuovo.

Basta che la apri.

La Speranza è l'aria fresca che ti ricarica i polmoni di ossigeno nuovo.

Basta che la respiri.

La Speranza è la forza per amare la vita di ogni giorno fino al giorno senza tramonto.

martedì 2 marzo 2010

Ricordando M. Vittoria






Questa sera, come sempre ogni volta che posso, sono davanti al computer. Sono un po distratta, il mio pensiero è lontano, alzo gli occhi e li davanti a me incornicata in un portafoto di cristallo, c'è la tua immagine sorridente e bella, sei in una posizione tale che sembra i tuoi occhi incrocino i miei. Come passa il tempo sorella adorata. Fra lacrime e ricordi, sono passati quattordici lunghi anni, da quando in silenzio te ne sei andata per sempre. La tua presenza fisica non c'è più, ma il tuo ricordo è sempre fra noi, non passa giorno che il tuo nome non venga pronunciato, Anche i piccoli di casa che non ti hanno mai conosciuta sanno tutto di te. Sere fa ho tirato fuori le foto, in una ormai ingiallita dal tempo, ci siamo io e tu da piccole con babbo natale, ho pianto con quella foto fra le mani, ricordo che eri talmente magra, che un vicino di casa per prenderti in giro diceva sempre: M. Vittoria, ti raccomando, quando c'è vento metti due sassi in tasca, se no l'aria ti solleva e ti porta lontano, tu sorridevi, sorridevi sempre, anche quando piccolissima sul seggiolone, la mamma ti controllava la bocca per vedere se stavano spuntando i dentini, ed io le dicevo che non ne avevi nemmeno uno e per sincerarmi ti misi un dito in bocca, stringesti talmente tanto che il segno dell'unico dentino, mi si stampò sul dito. Ne avevi uno soltanto, ma mi fece un gran male e mentre io piangevo e urlavo dal dolore, ti mi guardavi e ridevi divertita. Lo ricordo come se fosse ora, ti diedi un pizzicotto, cominciasti a piangere. Cos'ha disse la mamma, non so risposi, si è messa a piangere all'improvviso e mentre ti prendeva in braccio, rimuginai tutta soddisfatta fra me e me: così impari! Da allora sono passati anni, praticamente una vita. Ecco! Ho voluto ricordarti così, sorella cara e sempre ti ricorderò così, nei momenti più dolci e più teneri della nostra vita insieme. Ciao! M. Vittoria

mercoledì 24 febbraio 2010

Omaggio a Messina (prima parte)

E



Una mia carissima amica, sapendo che sono messinese, molto carinamente, mi ha informata che con la sua diocesi sarebbe andata in pellegrinaggio a Messina, in visita al santuario della Madonna di Lourdes. Al suo ritorno mi ha fatto avere delle foto, che mi hanno ricordato i luoghi della mia infanzia, dove ho vissuto 10 anni della mia vita. Non ho mai capito come io possa ricordarmi anche le più piccole cose di quel breve periodo, forse perchè Messina fa parte di me e la tengo nel cuore. Pensandoci bene, questa è l'occasione per far conoscere gioie e dolori della mia città. Racconterò soltanto alcuni tratti, della sua storia gloriosa ed eroica, che non ha uguali per le sue vicende straordinarie, che nel corso dei secoli, si sono succedute e gli eventi naturali, che purtroppo l'hanno contraddistinta.
Le sue origini, sono molto antiche, risalgono attorno al 750 a.c. E' stata fondata da coloni greci che la chiamarono "ZANCLE" che in greco significa "FALCE" riferito alla sua forma ad arco ed al suo porto. In seguito cambiò nome quando, "Anassile" tiranno di Reggio s'impadronì della città e le diede il nome di "MESSENE" in onore a Messenia sua città natale. Messina, fu ricchissima e grandissima nell'era romana, in seguito dovette sottostare a copiose dominazioni, Ostrogoti e Bizantini, che la resero ricca di molteplici monumenti e fu con i bizantini, che il suo porto rifiorì. Ebbe poi un periodo di decadimento sotto il dominio saraceno e alcune chiese e monasteri costruiti dai bizantini, vennero trasformati in moschee. Patì la dominazione araba normanna e spagnola. Nel 1743 la peste bubbonica, uccise 40.000 persone. Un elemento a sfavore delle sorti della città, è la particolare "sismicità" cui è soggetta. Uno dei primi terremoti, lo subì nel 1783 che fece circa 1200 morti.

Omaggio a Messina (seconda parte)




Messina dovette sottostare al governo dei borboni, governati da Ferdinando II°, fu liberata dai garibaldini e dai patrioti messinesi, con la rivoluzione del 1848. Presto però i piemontesi, si rivelarono peggiori dei loro predecessori. Arricchendo le casse sabaude e impoverendo la popolazione messinese, ogni protesta veniva soffocata barbaramente. Cominciò il degrado e l'impoverimento, che diede inizio all'esodo dell'emigrazione, per un popolo che aveva conosciuto per millenni ricchezze e civiltà progredite. Nel 1908 fu completamente rasa al suolo dal terremoto prima e dal maremoto dopo. In questa nuova catastrofe, si contarono 70.000 morti. Amici si dimostrarono i russi, che trovandosi ad Augusta per le esercitazioni, portarono i primi soccorsi e lo zar Nicola II° contribuì con 50.000 franchi. In Russia si istituì, un comitato chiamato, Pietroburgo-Messina. Per questa tangibile prova di amicizia, sulla facciata del comune è stata posta una lastra marmorea visibile ancora oggi, in ricordo degli aiuti ricevuti. Per l'abnegazione dei messinesi che con grande sacrificio e amor di patria, ricostruirono sulle proprie macerie, alla città di Messina venne conferita la medaglia d'oro al valor civile. Altri danni li subì sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale e anche in questo grave frangente, i messinesi si distinsero ancora una volta per la difesa e per aver scacciato dal paese i tedeschi, gesti che le hanno conferito la medaglia questa volta al valor militare.
E' una città mitica, sia per le sue origini che per i suoi cittadini coraggiosi. Città cristiana con la sua Madonnina che la protegge all'entrata del porto, piegata ma mai spezzata, ha come simbolo il leone, che con i suoi ruggiti dall'alto del campanile, simboleggia la vitalità di questa razza meravigliosa. E' meta di turisti, per i suoi monumenti prestigiosi e per le bellezze del suo circondario e perchè no, anche per l'ottima cucina. Il mare dello stretto, è ricchissimo di "plancton" ed è per questo preferito da pesci di ogni tipo, come: tonni, costardelle, delfini, e specialmente pesce spada, quest'ultimo oggetto di un'antichissima attività di pesca tradizionale. Ha dato i natali a: poeti, scrittori, attori, pittori, scultori e poi dulcis in fundo, ci sono nata anch'io, vi sembra poco?

lunedì 22 febbraio 2010

Omaggio a Messina (terza parte)




Dopo il terribile terremoto del 1908, l'opinione pubblica, dovette rendersi conto che dopo l'unità d'Italia, invece di risolvere i problemi, la divisione fra nord e sud divenne man mano, sempre più profonda, si capiva dalla diversità di sviluppo molto diversa, ed è così che si diede per la prima volta concretezza alla (Questione Meridionale) data dal poco interesse del governo, per i problemi meridionali. Il quale dopo l'unità d'Italia, per sistemare i tanti debiti accumulati, aggravò ancora di più il meridione già impoverito, vennero imposte tasse enormi e per lo scontento il popolo non sentì più il re vicino ai loro problemi ed è così che scivolò sempre di più verso il mondo "mafioso" e il "brigantaggio". Ovviamente la questione non si risolse mai e ancora oggi (anche se in maniera diversa) si pagano le conseguenze di quel periodo.
Il 16 gennaio 1975 una forte scossa tellurica, seguita da altre di assestamento, fece tremare ancora una volta, la mia città. Si calcolò un'intensità pari all'8° della scala Mercalli e fu soltanto grazie ai suoi sistemi di costruzione antisismiche che Messina resistette e riportò soltanto lievi danni alle cose, ma niente vittime per fortuna.
Oggi, con le sue larghe strade e le sue ampie piazze, i suoi maravigliosi giardini, nonchè monumenti e chiese antiche a testimoniare la sua antica grandezza, è sempre bella. Ma per quella questione fra nord e sud.......quanto ci sarebbe ancora da fare!

martedì 16 febbraio 2010

La natura si rivolta.



Questa sera in tv ho visto persone piangere disperate ed è stato terribile, sembra un film già visto. Il senso d'impotenza fa star male. Più di 1500 famiglie, ci pensate? All'improvviso senza un tetto. Sacrifici inutili, denaro sprecato per ristrutturazioni, ricordi, praticamente una vita intera, stanno per finire, sotto una montagna che si sta sbriciolando trascinando con se, tutto ciò che trove al suo passaggio. E' una tragedia terribile. Ricordo che il padre di mio genero che era un'agricoltore diceva sempre: I nostri padri cara la mia Assunta, amavano la natura, la temevano e la rispettavano, non le usavano violenza con cementificazioni selvagge. Ora ai giorni nostri, a macchia d'olio paghiamo le conseguenze dei nostri stessi misfatti. Togliere terreno all'agricoltura per il cemento è un'omicidio e la natura, prima o poi si vendicherà. Questa sera, nel vedere quelle immagini mostruose, mi sono venute in mente queste parole, che mai furono più profetiche, vedere uomini adulti piangere dopo una vita intera di sacrifici e un qualche cosa che non si dimentica facilmente. Peccato che a pagare, è sempre e soltanto la povera gente. Stessa storia per la Calabria. Tutta la mia solidarietà e il mio pensiero. Ma non servono a nulla purtroppo! dove succederà la prossima? Impareremo mai a rispettare e non disturbare madre natura? Siamo troppo ottusi per imparare, che non possiamo sconvolgere a nostro piacimento l'eco sistema che abbiamo avuto la fortuna di avere in eredità.

domenica 14 febbraio 2010

una scatola chiamata TV.



Sono seduta in salotto ad ammirare il televisore nuovo di zecca, che i miei ragazzi mi hanno regalato. fa bella mostra di se appeso alla parete. Chi lo avrebbe detto che saremmo arrivati ad avere televisori talmente super piatti da far concorrenza ai quadri. Bello! mi piace, sembra un quadro d'autore. Però! Quanta strada ha fatto la tecnologia. I primi televisori, aggregavano famiglie intere nei bar, poi pian piano entrarono nelle nostre case. Se torno indietro con la mente, ricordo come fosse ora, quando vidi il primo televisore della mia vita. lo aveva installato in casa sua il vinaio, che gestiva una bottega nella quale si serviva soltanto vino. Ricordo che noi ragazzini andavamo a scuola con suo figlio e quindi ci invitò. La prima trasmissione che vidi, fu il matrimonio di re Baldovino con Fabiola del Belgio e il primo telefilm: Perry Mason in bianco e nero. Rammento come stavamo incollati incantati davanti a quella scatola, noi abituati alla radio. Fu l'inizio di una nuova era. Oggi il costume e la morale si sono evoluti, e per certi versi, anche se abituata a tutto il marasma televisivo moderno, mi sento alcune volte smarrita e disorientata. La tv, che un tempo doveva entrare nelle case più come culturale, è ad oggi una fabbrica di cattivi esempi, maleducazione, scandali e brutture, una fucina, dove per assurdo si specchiano e si riconoscono tantissime persone, sopratutto nelle fasce giovanili. Comunque a prescindere, la televisione è e sarà una delle più grandi scoperte del secolo scorso. Cosa inventeranno ancora?

sabato 13 febbraio 2010

San Valentino.


Oggi domenica 14 febbraio, ricorre la festa di San Valentino, patrono di Terni e patrono degli innamorati.
Visse a Interamna (oggi città di Terni), fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II° ad abbracciare il paganesimo.Valentino rifiutò con dignità di rinunciare alla sua fede e imprudentemente, tento anzi di convertire l'imperatore, al cristianesimo. Così fu condannato, lapidato e dacapitato. La storia sostiene che mentre era in prigione in attesa dell'esecuzione, sia caduto nell'amore con la figlia cieca del guardiano "Asterius" e che avesse ridato con la sua fede anche la vista alla fanciulla e prima di morire le avesse firmato un massaggio d'addio: "dal vostro Valentino" In suo onore ogni 14 febbraio ricorre appunto la festa degli innamorati.
Auguri a tutti i Valentini e le Valentine che vivono un grande amore.


martedì 9 febbraio 2010

Io e Assunta.........prima parte.




Mi sono sempre chiesta, come fossi fatta veramente, ma ancora non ho capito il mio (io) più profondo. Alcune volte mi sento forte e riuscirei a spostare le montagne con la mia voglia di fare, alcune volte debole e indifesa, alcune volte allegra, per poi diventare malinconica e vulnerabile. In tutta questa incertezza però mi sento di dire che sono la pazienza personificata, ho talmente tanta pazienza che alcune volte ho la sensazione di non essere normale, quella che mi frega di più però, è la sensibilità, per colpa di questo mio particolare (non so se chiamarlo pregio o difetto), mi trovo sempre a pensare ma, non sarò per caso ipocrita? Perchè capita che, ciò che pensa il mio cervello, mal si sposa con quello che dico, ma poi penso, che non può essere ipocrisia, è soltanto che a volte ci vuole diplomazia, per non urtare la suscettibilità del prossimo, ed io al solo pensiero di far soffrire qualcuno anche involontariamente, sto male. So ascoltare, sono altruista e ben disposta verso gli altri e sopratutto sono molto generosa. A questo punto direte, ma questa è una santa uscita fresca fresca dall'uovo di pasqua, niente affatto! Perchè per ogni buon pregio che ho, ci sono altrettanti difetti, che non mi edificano per niente e che non sempre riesco a correggere.

Io e Assunta........seconda parte.



Sono presuntuosa, permalosa, impulsiva, testona e non dico altro, perchè i miei difetti sono talmente tanti, che faccio prima a dire i pregi, come già scrissi un'altra volta. Sono felice? Chi lo sa! Infondo la felicità cos'è, uno stato di grazia più o meno duraturo. Certo sono felice, per la mia splendida famiglia, sono felice perchè rispetto a tanti altri sono stata fortunata, però.... ecco! Questo però dice parecchio. Vorrei fermare il tempo, farlo andare a ritroso e aggiustare il tiro di tante cose. Avere la possibilità di far uscire dal fondo di me stessa e sistemare, il mio io che molte volte tentenna. Tutto il mio parlare si può definire in una sola parola "insicurezza" So consolare, so capire gli altri, ho una buona parola per tutti, quando parlo o racconto incanto tutti, ma non sono mai riuscita ad incantare me stessa. Per assurdo sono come un calzolaio senza scarpe o un sarto senza vestiti, Quando rifletto, (forse troppo), ho come la sensazione di avere mille sfaccettature e non mi piace. La mia sensibilità è così forte, che basta un nonnulla per mettermi in crisi. La mia insicurezza la trasmetto anche ai miei mobili di casa, che poveretti devono sottostare ai miei tanti spostamenti e non c'è mai una posizione che mi aggrada. Mi pento di tantissime cose, me ne sono mancate tante altre che ho desiderato tutta la vita e che non avrò più la possibilità di avere, perchè come si dice: il treno passa una volta sola e poi mai più. Quanto vorrei avere una bacchetta magica, per realizzare i miei sogni personali, quelli che ho in un cassetto chiuso a chiave in fondo al cuore e che sono certa, sono talmente irrealizzabili che non ricordo più nemmeno dove ho messo la chiave. Sogni! Sogni e ancora sogni, che rimarranno tali per sempre, perchè indietro non si torna. Quanta amarezza! posso consolarmi pensando che c'è di peggio, ma che consolazione è! Egoisticamente potrei dire, però c'è anche di meglio. Troppe le cose che mi sono mancate e che ormai sono perdute per sempre. Ma la vita è questa, cercare di viverla giorno per giorno e coglierne i lati migliori!